Tre Tecniche per Diventare un Venditore Migliore

tradotto da me, articolo originale : http://www.inc.com/janine-popick/3-tactics-to-become-a-better-salesperson.html

Se sei in una posizione di venditore nell’azienda in cui lavori (non importa quale sia la tua mansione reale, tutti dovrebbero ritenersi tali), allora sai bene che non è facile ottenere l’attenzione della persona alla quale vorreste vendere. L’approccio peggiore che si possa avere, sia per telefono che di persona, è quello di iniziare a vendere senza conoscere ne il proprio interlocutore ne le sue esigenze. Risulta poco piacevole per l’intrlocutore ed alla fine state sprecando sia il vostro che il suo tempo.

Quindi da dve inziamo? Dovete ottenere le informazioni facendo domande ed ascoltando, poi proporre ciò che avete da vendere. Ecco come funziona.

1) Sondare. Tutto sta nel personalizzare quello che avete da dire in base alle esigenze del cliente e l’unico modo per scoprire quello a cui è realmente interessato è facendo una serie di domande. Cercate di non saltare alla fase di vendita fino a che non avte raccolto abbastanza informazioni.
Una volta che avete iniziato a fare domande generali passate a qualche domanda più mirata come:
- che cosa state utilizzando oggi?
- che vantaggi cercate nel nuovo prodotto?
- che cosa le piace della soluzione che sta utilizzando in questo momento?
- utilizza un prodotto della concorrenza? che cosa le piace e non le piace di questo prodotto?

2) Ascoltare. Se siete fortunati e riuscite ad entrare in contatto con la persona a cui interessano i vostri prodotti è giunto il momento di … stare zitti!! Ascoltate i loro problemi, le loro esigenze e mentre ascoltate sviluppate una soluzione nella vostra testa. Una volta finito di ascoltare fate un breve riassunto di quello che vi sembra di aver capito e se ricevete un cenno positivo allora proponetegli la vostra soluzione alle sue esigenze. Se non siete certi di aver capito tutto o non siete sicuri che ciò che avete pensato sia la soluzione ideale, non c’è nulla di male nel prendere un po’ di tempo, congedarsi e richiamere dopo essersi confrontati con un collega.

3) Provate un approccio leggero. Non è sempre vincente forzare il cliente a comperare o a decidere in fretta, il vostro obbiettivo deve essere quello di avere clienti contenti perchè i clienti soddisfatti comunicano la loro soddisfazione ad altri potenziali compratori e sopratutto comprano nuovamente. Quindi non abbiate paura di fargli provare un prodotto anche se correte il rischio che scopra degli svantaggi o che quello della concorrenza è migliore. Interagire con i clienti è un attività a lungo termine.


Scomodi nella Zona di Comfort

“se fai quello che hai sempre fatto otterrai quello che hai sempre ottenuto” – Anonimo

Nella vita privata come nel lavoro tendiamo ad essere abitudinari. Troviamo un equilibrio più o meno precario e vi ci adagiamo. Spesso ci lamentiamo della nostra situazione, della nostra posizione, dei risultati che otteniamo (o che non otteniamo), nonostante ciò decidiamo di non cambiare, di non procedere, di non progredire “tanto non posso farci nulla” “per adesso va bene così” “poi si vedrà” …

Ebbene SI, siamo bloccati nella Zona di Comfort !

Pensiamo a questo: pronunciando “Zona di Comfort” intendiamo una situazione di benessere, uno stato di pace e felicità. Allora come mai siamo scomodi nella nostra Zona di Comfort? Eppure abbiamo scelto noi che stiamo bene dove siamo, altrimenti ci sposteremmo! Giusto? Beh molto spesso la risposta è SBAGLIATO. Portare cambiamenti, modificare le nostre routine viene considerato molto difficile, quasi impossibile. Riteniamo di essere troppo di fretta, troppo impegnati per poterci fermare, analizzare e portare il cambiamento dovuto. Non dobbiamo dimenticarci però che stiamo parlando della nostra vita, del nostro tempo e della nostra felicità ed è importante capire che solo noi abbiamo la possibilità e il diritto di segnare la strada che vogliamo percorrere.

Quindi, forza e coraggio! Infiliamoci un paio di scarpe comode ed andiamo ad esplorare quello che c’è al di fuori della nostra Zona di Comfort, eventualmente troveremo un posto più comodo!

Ancora una volta, non chiediamo troppo a Noi stessi, iniziamo con cose semplici, facciamo una lista di 3/5 situazioni in cui ci vediamo platealmente adagiati nella Zona di Comfort, identifichiamo quello che potrebbe essere un modo alternativo per affrontare quella situazione e facciamolo, facciamolo ORA!

Spesso comunicare le proprie intenzioni ci motiva a perseguirle con maggiore impegno, quindi Vi invito a riportare in forma di commento a questo articolo un Vostro percorso al di fuori della Zona di Comfort ed a condividerne il risultato.

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Micro Obiettivi

Come si deduce dai post precedenti, sono un promotore del pensiero positivo. Ritengo sia importante affrontare le sfide quotidiane con un approccio positivo, energia, fiducia in se stessi. E’ vero però che come alleniamo il nostro corpo prima di una gara importante dobbiamo fare altrettanta attenzione a come prepariamo la nostra mente.
Uno dei metodi vincenti è quello di porsi dei micro obiettivi che ci aiutano a colmare il tempo che ci divide da un macro obiettivo che magari tarda ad arrivare e che ci procura dei cali di umore e perdita di fiducia in noi stessi.
Prima di iniziare è importante sapere che uno dei requisiti indispensabili per fissare un obiettivo, micro o macro che sia, è quello di essere misurabile. Meno saremo precisi nel definirlo più possibilità avremo di perdere l’entusiasmo nel raggiungerlo e come conseguenza potremmo interrompere il nostro percorso verso il successo.
Voglio dimagrire, devo bere più acqua, voglio passare più tempo con la mia famiglia, sono tutti obiettivi (o buoni propositi) molto comuni, ma tutti condividono lo stesso tranello: non hanno un riferimento che ne identifica il risultato che vogliamo ottenere. Diamo quindi una dimensione a quanto vogliamo raggiungere ed il primo passo nella direzione giusta è fatto!
Cambiare “devo bere più acqua” in “devo bere 6 bicchieri d’acqua al giorno” ci da la possibilità di tenerci sotto controllo, di monitorare i nostri progressi, spronarci ed impegnarci, tutto questo perché sappiamo dove stiamo andando e dove dobbiamo arrivare. Quando, magari sforzandoci, buttiamo giù il sesto bicchiere lo guarderemo ed esclameremo “Ce l’ho fatta!”
Porsi dei micro obiettivi quotidiani ci aiuta ad alimentare la fiducia in noi stessi e raggiungerli ci da immediatamente una sensazione di benessere e felicità.
Nel momento in cui riusciamo ad aumentare il nostro benessere mentale saremo più preparati ad affrontare sfide più complesse e difficili, che richiedono più energia e tanta stabilità.
Non pretendiamo troppo da noi stessi, aiutiamoci con i micro obiettivi, alleniamo la nostra mente a spingerci sempre un po’ più in la.
Ci troveremo un giorno a raggiungere obiettivi che oggi pensiamo impossibili.

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Benjamin Wallace on the price of happiness

Condivido questo interessate TED video :


Minimalismo delle Emozioni

Secondo giorno di mare e mi sembra di non essere mai rientrato al lavoro. È incredibile l’influenza positiva che ricevo da questo posto. Svegliarsi la mattina e fare colazione in spiaggia ha un valore inestimabile. Pochi ombrelloni e ancora meno gente, musica lounge che viene piacevolmente diffusa dalle casse e a pochi metri il mare calmo che dipinge l’orizzonte di blu.
Non penso a “sarà una giornata fantastica” ma affronto ogni momento con consapevolezza e cerco di apprezzarne ogni istante, così ogni istante è fantastico!

È una sorta di minimalismo delle emozioni, provarne poche, piacevoli e farle durare il più a lungo possibile (scriverò ancora di questo nei prossimo post).

Quando si è in questo stato, i “semi cattivi” non ci devono spaventare, non c’è spazio per loro!

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Today OFF

Oggi sono OFF. Mare e relax.
Breve messaggio editato dal telefono per condividere questa immagine:

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Seme Buono e Seme Cattivo

Una delle mie passioni è leggere libri di sviluppo personale. Ne ho letti tanti e l’intenzione è quella di continuare a farlo.

Uno dei punti più comuni che si trova in queste letture, al di là del tema trattato come per esempio: parlare in pubblico, ricchezza economica, affrontare le paure, ricerca della felicità, nutrizione etc… è come l’essere umano possa influenzare la propria vita tramite il condizionamento (o allenamento) della propria mente. Io lo condivido al 100%

Pensate come potremmo affrontare uno degli eventi più comuni della nostra quotidianità, quando subiamo un torto per strada per esempio nelle due seguenti situazioni emotive:

a) abbiamo appena litigato con il nostro partner, abbiamo discusso e siamo in ritardo ad un appuntamento

b) abbiamo appena scoperto di aver un biglietto della lotteria vincente, ci fermiamo a parlare con un amico il che ci porta comunque ad arrivare in ritardo ad un appuntamento

Probabilmente, nella situazione (a) potremmo inveire contro chiunque ci tagli la strada o ci faccia il minimo torto e nella situazione (b) lasceremmo correre senza alterarci. Il punto è che in entrambe le situazioni abbiamo subito lo stesso identico torto, ma allora cosa cambia?

Cambia il nostro asset mentale, cambia lo spirito con cui affrontiamo la vita.

Altra domanda: ingerireste mai un bicchiere di veleno? beh spero proprio di no! Allora perché nutriamo la nostra mente con pensieri negativi? E’ la stessa cosa!

Possiamo vedere la nostra mente come un orto nel quale piantiamo dei semi, possiamo piantare semi buoni o semi cattivi ed in entrambi i casi ne raccoglieremo i frutti.

Vien da se che piantando i semi buoni raccoglieremo frutti belli, colorati, profumati e succosi; piantando i semi cattivi raccoglieremo frutti rinsecchiti, maleodoranti, di sapore amaro.

Dal momento che dipende da Noi e solo da Noi quale seme piantare, allora impegniamoci a selezionare quelli buoni ed a scartare quelli cattivi, ci vorrà del tempo, ma pian piano, prova dopo prova, seme dopo seme acquisiremo la tecnica che ci porterà a selezionare quello giusto in automatico.

Nutrire la propria mente di pensieri positivi ci porterà in breve a vivere in modo più felice e sereno, a dare meno peso agli eventi che ci circondano, ci farà sentire più liberi e saremo meno preoccupati dell’opinione degli altri su di noi.

Quindi, ogni mattina, iniziamo a piantare nel nostro orto un seme buono dopo l’altro e chissà magari un giorno il nostro piccolo orto si trasformerà in un giardino zen.


Minimalismo Elettronico ??!!

Provo a metterla giu in maniera divertente, ma forse un fondo di verità c’è e chi di minimalismo davvero se ne intende potrà dare un giudizo!

Senza dubbio siamo nell’era super digitale, stanno addirittura sparendo i computer portatili a vantaggio di smartphone e tablet. Per fortuna i libri ancora tengono in Italia, sono stato in USA quest’estate ed i Kindle spopolavano!

Nulla di male, anche io faccio parte dei possessori di questi costosi gadget e proprio per questo motivo mi è stato facile fare questa considerazione, ho preso come esempio me stesso!

Una delle fonti di successo di questi dispositivi è dato dalla pressochè illimitata offerta di applicazioni (in gergo app) e dalla possibilità di poterne salvare sul dispositivo una altrettanta vastita. Il che ci porta a selezionarle per gusti, funzioni, necessità, moda e/o tanto per provarla. Abbiamo così ottenuto il super dispositivo con infinite capacità di renderci felici e ottimizzati, WOW!

Osservo il mio smartphone, 4 pagine di app più una di ricerca … una giungla. Ne cito alcune: convertitore di ogni cosa (valute, grandezze fisiche etc.), meteo, borsa, bussola, trova il mio dispositivo, chat di gruppo, conta calorie, google earth, google maps, twitter, linkedin, skyscanner e ovviamente non può mancare WordPress :) ok basta.

Normale? Normale.

Ora, non ricordo che quando non possedevo tale dispositivo giravo con uno zaino pieno di accessori e kit di sopravvivenza, non avevo nemmeno il classico coltellino svizzero.

Quindi, proprio come ho iniziato questo post, finisco in modo divertente:

QUANDO INIZIAMO A RIDURRE LE COSE CHE POSSEDIAMO PER AVVICINARCI AD UNO STILE DI VITA MINIMAL, RICORDIAMOCI ANCHE DI LIBERARCI DI QUALCHE APP :)


Routine e Abitudini

“La vita è troppo breve per non essere goduta a pieno”. Quante volte abbiamo sentito questa frase e magari spesso l’abbiamo ritenuta solo retorica?

Beh, devo confessare che con il passare del tempo questa frase mi sembra sempre più vera. Quindi ho iniziato ad osservare la mia quotidianità e il risultato è stato più che scontato … le routine ne fanno da padrona!

Per poter godere a pieno della propria vita dobbiamo essere in grado di poterne trarre il massimo godimento in ogni attimo e per fare questo bisogna togliere spazio alla routine e dare spazio alle buone abitudini (buone per noi).

Un primo aspetto è che la routine non ci fa vivere consapevolmente, le buone abitudini ci fanno apprezzare ciò che stiamo facendo. La routine fa si che ci svegliamo la mattina ed arriviamo a sera con la sensazione di non aver fatto nulla, le buone abitudini ci permettono di essere entusiasti degli avvenimenti della giornata. La routine ci rende passivi la nostra attenzione cala e ignoriamo ciò che ci accade attorno, le buone abitudini ci portano ad essere vigili e buoni osservatori.

Non servono cambiamenti radicali, ma l’importante è provare a sostituire una routine con una buona abitudine. Un passo dopo l’altro, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno.

Trasformiamo le routine in buone abitudini !

 

 


Disconnessione Materiale

Ho passato questo fine settimana con un mio caro amico. Lui è tedesco e vive in Germania, per questo motivo ci vediamo raramente. Condividiamo molti aspetti della nostra crescita personale e quando siamo insieme ci piace mettere in discussione anche le convinzioni più radicate che abbiamo. E’ un buon esercizio.

Seguendo alcuni argomenti affrontati, mi sono reso conto che la mente può facilmente cadere in trappola e in questo caso specifico la trappola si chiama “bene materiale”.

L’ allarme a mio avviso suona quando ci troviamo a pensare che possedere determinati oggetti, avere determinati vantaggi e privilegi sia ciò di cui abbiamo bisogno per sentirci importanti, per essere apprezzati, per essere qualcuno!

Questo ci porta inevitabilmente ad un processo di arricchimento esteriore e ad uno “svuotamento” interiore.

Cosa succederebbe se domani mattina ci svegliassimo e tutto ciò che per noi rappresentava il nostro “benessere” non esistesse più o, più verosimilmente, a causa della moda perdesse il proprio “valore economico” ?

Non dico che non sia giusto avere belle cose ed essere riconosciuti per la propria posizione, ma penso realmente che sia più produttivo investire le proprie risorse per un arricchimento interiore. La cura di noi stessi, sia a livello fisico che mentale, è molto importante e crea un risultato che non perderà mai di valore!

Il connubio dei due (esterno ed interno) è perfetto, ma diamo più importanza al nostro io, sarà un investimento sicuramente migliore!

 


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